Come si è arrivati a questa situazione

La vicenda del progetto di difesa idraulica a Ponte Lucano inizia nella seconda metà degli anni ottanta; motivazione ufficiale: le frequenti esondazioni dell’Aniene che allagano il piazzale di Ponte Lucano e danneggiano i nuovi edifici commerciali e industriali sorti in quegli anni sorti presso il fiume (peraltro in gran parte abusivi).
È possibile però che un ruolo abbia avuto anche la prospettiva di sottrarre alla zona di esondazione i terreni pregiati presso Villa Adriana destinati alla lottizzazione Nathan, bloccata poi dalla Soprintendenza Archeologica nel 1989.

Le esondazioni dell’Aniene e la loro dinamica sono indubbiamente collegate al restringimento artificiale del fiume e all’abbondante scarico di materiale (ben documentato dai risultati dei dragaggi effettuati negli ultimi anni) che causa l’innalzamento dell’alveo.
I lavori di difesa idraulica conclusi dall’agenzia regionale ARDIS nel 2004, eseguiti senza neppure uno studio preliminare dei flussi nell’asta del fiume, hanno chiuso il complesso monumentale dietro un muro di cemento alto circa 4 m, rendendoli inagibili e annullandone il significato. L’opera si è rivelata inoltre inefficente dal punto di visto idraulico: la sede stradale si allaga come e peggio di prima.

La forte protesta pubblica del 2004, animata da cittadini e associazioni, ottenne, l’interessamento della Presidenza della Repubblica e l’intervento del Ministero dei Beni Culturali, che nel 2005 firmò con gli enti interessati un protocollo d’intesa per il recupero del monumento. A tutt’oggi però ancora nulla è stato fatto e l’area versa in un degrado sempre maggiore.

 

Iscriviti alla nostra NEWSLETTER