Impatto Ambientale

Degrado ambientale Ponte Lucano

 

Il sito archeologico si trova lungo il fiume Aniene, a margine del Sito d’Interesse Comunitario (SIC) per la conservazione degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche, dei Travertini e delle Acque Albule di Tivoli Terme.

La sistemazione dell’area in seguito ai lavori di difesa idraulica dell’ARDIS è stata riconosciuta incompatibile con la valorizzazione e con l’esistenza stessa del complesso monumentale. Oltre che assai carente dal punto di vista urbanistico lo è anche da quello strettamente funzionale, infatti la costruzione di un terrapieno sulla sponda destra e di un muro, alto circa 4 metri, su quella sinistra non solo ne hanno deturpano il costesto nascondendolo alla vista, ma hanno anche ristretto il bacino di esondazione del fiume esponendo,  in modo violento,  il monumento ad ogni minimo innalzamento del livello delle acque.
La situazione è aggravata da onde di piena che di anno in anno diventano più impetuose sia a causa della mancata pulizia del fiume  (da diversi anni infatti non viene più dragato e quindi il letto del fiume si è innalzao fino a coprire completamente 3 dei 5 archi del ponte romano) sia a causa della massa di detriti trasportati dal Fosso delle Prata (un affluente che si trova poco più a monte),  in cui vengono sversati abusivamente gli scarichi con i residui di lavorazione di numerosi laboratori di travertino compremettendo irrimediabilmente l’habitat naturale del fiume stesso.

La costruzione degli argini, voluta, di fatto, per poter dichiarare liberi dal vincolo di esondazione l’attigua area industriale (sorta abusivamente) e la costruzione di un nuovo complesso residenziale che verrebbe a collocarsi tra il monumento e il vicino sito UNESCO di Villa Adriana, non ha risolto il problema degli “allagamenti” della area circostante che continua puntualmente ad allagarsi ad ogni temporale; a rimedio sono state poste due idrovore che pescano l’acqua dalla strada adiacente e la riversano all’interno del “recinto artificiale” che è stato creato, amplificando notevolmente lo stress cui è già sottoposto il monumento.

 

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