Il Sito Archeologico

"Vue de Ponte Lucano et du tombeau de la famille Plautia" di Rodolph Ducros

 

L’Importanza Monumentale

Il complesso monumentale di Ponte Lucano è costituito dal ponte romano e dal Mausoleo dei Plautii che, con il sepolcro di Cecilia Metella sull’Appia Antica, rappresenta una importante testimonianza delle imponenti sepolture delle famiglie nobiliari in età tardo-repubblicana; sono entrambi infatti tra i rarissimi monumenti di questo genere che ci sono pervenuti in buono stato di conservazione.

Si trova nella piana di Tivoli presso il fiume Aniene, a circa un chilometro dalla famosa Villa di Adriano, dichiarata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, poco a valle gli studiosi sono concordi nel localizzare l’antico porto fluviale da dove venivano imbarcati i materiale da costruzione destinati a Roma: il lapis tiburtinus (travertino) e legnami dai boschi dell’alta valle dell’Aniene.

Fonte di ispirazione fin dal Rinascimento è stato rappresentato in innumerevoli quadri e stampe di grandi artisti: dal Piranesi a Salvator Rosa, a Lorrain, Poussein e Corot, solo per citarne alcuni.

 

 

Il Sepolcro dei Plautii

Ponte Lucano e Sepolcro dei Plauzi, ricostruzione di L. Canina

Ponte Lucano e Sepolcro dei Plauzi, ricostruzione di L. Canina

È un sepolcro a tamburo del I sec. a.C. con base quadrangolare attualmente interrata,sormontata da una rotonda circolare a due ordini,  alta circa 35 metri e rivestita di travertino; all’interno si trova un ambiente a croce collegato da un corridoio circolare. Sul corpo circolare fu aggiunto un avancorpo rettangolare, incorniciato da mezze colonne ioniche, dove campeggiano una serie iscrizioni.
L’imponente costruzione è attribuita a Marco Plautio Silvano, che fu console con Augusto nel 2 d.C., e ricevette dal Senato gli ornamenti trionfali per la sua condotta nell’Illirico; attribuzione che trova conferma nell’iscrizione inserita nel corpo cilindrico, al di sopra della cornice mediana.
Durante il periodo medioevale fu trasformato in torre di difesa per la sua posizione strategica. Nel 1465  fu restaurato ad opera di papa Paolo II che ordinò l’aggiunta della merlatura guelfa tutt’ora ben visibile insieme al suo stemma.

 

 

Il Ponte Lucano

Pietro della Valle, Il Ponte Lucano sulla via di Tivoli. 1880

Pietro della Valle, Il Ponte Lucano sulla via di Tivoli. 1880

Il ponte romano, posto sull’antico tracciato della via Tiburtina, è costituito da 5 arcate, tre delle quali ormai interrate a causa dei materiali trasportati dal fiume che da anni non vengono rimossi. La sua costruzione è stata attribuita a Marco Plautio Lucano, diumviro con Tiberio Claudio Nerone -14-37 d.C.
Poco a valle è stato localizzato il porto dove veniva imbarcato l’antico lapis tiburtinus (travertino) destinato alla costruzione dei grandi monumenti Romani; dal Ponte Lucano infatti l’Aniene diveniva navigabile.
Nel 1936, per venire incontro alle esigenze di viabilità fu cambiato il percorso della via Tiburtina creando, poco distante, il ponte attuale, ma il Ponte Lucano rimase in uso, per il traffico locale, fino ai primi anni Ottanta.

Per la città ha un grande significato storico e simbolico, campeggiando sullo stemma cittadino al di sotto dell’aquila.

 

 

 

 

 

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