Il Comitato

Le Associazioni Rosa di Maggio, Italia Nostra circolo Sabina e Aniene, Comitato promotore Parco Archeologico Ambientale del Barco, Società Tiburtina di Storia e d’Arte, WWF sezione Aniene e Monti Lucretili e alcuni privati cittadini hanno dato vita al Comitato per il Restauro la Tutela e la Valorizzazione dell’area di Ponte Lucano.
L’obiettivo del comitato è quello di promuovere il recupero di un’area archeologica di grande interesse storico, paesaggistico e culturale che versa ancora in una grave situazione di degrado tre anni fa l’Agenzia Regionale per la Difesa del Suolo (ARDIS) ha realizzato i lavori di difesa idraulica nell’area di Ponte Lucano che hanno rinchiuso il monumento dietro un muro di cemento alto cinque metri, causando un orribile sfiguramento del complesso archeologico.
La raccolta di firme promossa nel 2004 dal WWF e Italia Nostra e la successiva campagna di mobilitazione condotta con l’appoggio di molte altre associazioni tra cui la società Tiburtina di Storia e d’Arte, costrinsero le forze politiche e le istituzioni tiburtine a uscire dalla propria inerzia e ottennero l’interessamento alla vicenda della Presidenza della Repubblica e del Sottosegretario di Stato ai Beni culturali On. Nicola Bono, che convocò il 27 settembre 2005 una Conferenza dei Servizi per la soluzione del problema.
In quella sede vennero decisi una serie di interventi per giungere al totale abbattimento del Muro.

Purtroppo finora, a distanza di anni da quella Conferenza dei Servizi, nessuno degli impegni presi è stato mantenuto. L’area archeologica è sepolta da erbacce e rifiuti, circondata da edifici fatiscenti, mai interamente abbattuti e attualmente occupati da sbandati. Malgrado periodicamente i politici tiburtini assicurino che il problema sarà presto risolto, l’assenza di fatti concreti fanno temere che il Mausoleo dei Plauzi rischi di andare perduto per sempre.

 

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