1993-2004 La realizzazione

Il progetto esecutivo e la realizzazione

Negli anni successivi c’è una battuta d’arresto perchè l’arretramento del muro comporta l’abbattimento di un edificio abusivo (il precedente progetto salvava invece l’edificio abusivo distruggendo lo storico casale seicentesco, che veniva attraversato dal muro). Nel 2000 le pratiche sono al termine ed è pronto il progetto esecutivo. Il quale prevede, tra l’altro,  un argine (muro) verso il piazzale d’accesso alto  4 m.  Alla conferenza dei servizi partecipa per la Soprintendenza Archeologica la dott.ssa  Adembri, funzionario di zona, che rilascia parere favorevole, limitandosi a chiedere, un una nota, un’accurata scelta delle piante per la sistemazione dell’area interna e l’eliminazione del materiale scaricato dal fiume.

In corso d’opera il progetto viene modificato  in accordo con la nuova normativa di difesa idraulica (legge 267/1998), e il muro viene portato agli attuali 5 m circa. La Dott.ssa Adembri approva la variante, limitandosi a chiedere scavi preventivi per il collettore previsto sulla sponda destra, la sostituzione del parapetto del ponte per diminuire la spinta delle piene, il monitoraggio dei monumenti, e varie prescrizioni sulla sistemazione dell’area interna.

La Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici del Lazio ha dichiarato di non aver mai ricevuto il progetto né la variante e di non aver rilasciato alcuna autorizzazione.

Nell’estate 2004 i lavori dell’ARDIS sono pressoché compiuti. Nulla risulta fatto per la sistemazione dell’area interna (il “parco archeologico”), né il muro è mitigato da alcuna struttura degradante. Questa parte del progetto non è finanziata, ma del resto, vista la situazione risultante, appare subito di impossibile realizzazione.
Ad aggiungere beffe al danno, il piazzale antistante il muro si allaga ora ad ogni acquazzone, perché non è stato realizzato il collettore fognario sulla sponda sinistra. Dopo diversi mesi l’ARDIS rimedia alla peggio collocando un’idrovora che scarica l’acqua che esce dai tombini facendola precipitare dall’alto del muro nell’area monumentale.

 

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