1992-1993 L’approvazione del progetto

Nel Dicembre 1992 il Genio Civile produce un nuovo progetto, con allegata valutazione di impatto ambientale (che peraltro non risulta, nonostante gli sforzi, molto positiva). Il progetto differisce dal precedente solo per l’eliminazione dell’area golenale sulla destra, e l’aggiunta di una parte che riguarda l’allestimento dell’area interna in una specie di “parco archeologico”.  Questa terza parte dell’intervento è comunque destinata ad essere esclusa dal finanziamento e rimandata a data da destinarsi, ma è proprio quella che suscita il parere enfaticamente positivo espresso dalla Veloccia, nella relazione che accompagna la trasmissione del progetto al MBAC, in data 25/1/93.

Questa relazione, che nella vicenda ha un ruolo centrale, è divisa in tre parti, di cui la prima descrive lo stato dell’area.
La parte B (descrizione e valutazione del progetto) è alquanto breve, e giudica parte qualificante del progetto essenzialmente la parte terza, e cioè:
1) indagini e scavi per la rimessa in luce del basamento del mausoleo, dei resti del porto antico e di  due arcate sepolte del ponte;
2)  recupero e valorizzazione  dell’area di intervento con il restauro dei monumenti.

Nel punto C (conclusioni) si ricordano gli interventi dei comitati di settore, e si sostiene che il progetto attuale è “particolarmente attento alla problematica archeologica” e concilia archeologia e situazione ambientale.
Motivazione principale di questo giudizio: la mancata realizzazione dell’area golenale sulla destra. Gli allegati del progetto dimostrerebbero che l’area golenale avrebbe scarso effetto, mentre – afferma la Veloccia – “renderebbe inaccessibile l’area impedendo sia eventuali scavi archeologici, sia la creazione dell’auspicato parco”.
Affermazioni, queste ultime veramente singolari. È evidente infatti, che nella situazione creata dagli argini, e la persistenza dell’attività del cementificio sulla riva destra, proprio dove si doveva creare l’area golenale, il progetto di parco archeologico non  è di fatto realizzabile.

Sorprendentemente, però, i comitati di settore del MBAC questa volta approvano il progetto, come comunicato con nota del 28/6/93 al Ministero dei LL.PP. dal nuovo Soprintendente Archeologico per il Lazio dott.ssa  A. Reggiani.  La nota non contiene peraltro alcuna motivazione, né alcun confronto con le precedenti prescrizioni dei comitati di settore riuniti, né vi è alcun riferimento in merito in tutto il dossier consegnato dall’ARDIS.

 

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